Come calcolare il valore residuo di un’auto usata

Come calcolare il valore residuo di un’auto usata

Che si voglia vendere o acquistare un’auto usata, è sempre utile sapere quali sono i parametri che contribuiscono a determinare il valore residuo di una vettura. Innanzitutto, il valore residuo è un indicatore nella compravendita di auto usate, sia di proprietà sia con noleggio a lungo termine, che va ad influenzare il prezzo di acquisto o il canone. Il valore in sé indica il prezzo del veicolo usato in questione nel momento della vendita.

I parametri che vanno ad influire su questo valore sono diversi:

Tempo

  • A un anno dall’immatricolazione il valore del veicolo cala del 25%
  • Dopo 4 anni perde il 63%
  • Dopo 5 anni perde il 71%

Chilometraggio

Il calcolo nel paragrafo precedente tiene conto unicamente del tempo trascorso dall’immatricolazione, ma per avere una stima più precisa è necessario prendere in considerazione anche i chilometri percorsi dal momento dell’acquisto. Sulla base del chilometraggio percorso, il valore finale può aumentare o diminuire. In linea di massima, i chilometri annui considerati nella media per un’auto a benzina vanno da 10.000 a 20.000, mentre per un diesel vanno da 16.000 a 30.000. Se la percorrenza è sotto alla media si aggiunge un 1% al valore ogni 5.000 km non percorsi; se invece la percorrenza è sopra la media, il valore cala di un 1.5% ogni 5.000 km in più percorsi.

Meccanica e carrozzeria

Lo stato generale dell’auto, sia a livello di motore e meccanica, sia a livello di aspetto, è un altro fattore determinante in questo calcolo. Il controllo riguarda freni, motore, cinghia di distribuzione, pneumatici, ammortizzatori, freni, pompe di calore e stato del sistema di liquidi. Ma anche le condizioni della carrozzeria hanno il loro peso: ammaccature, graffi o segni, ma anche danni a paraurti o presenza di ruggine incidono negativamente sul prezzo.
 

Manutenzione svolta

L’insieme di revisioni, manutenzioni ordinarie e straordinarie, ma anche multe e pignoramenti, influiscono sul valore residuo di un’auto usata. Questi fattori, infatti, sono rivelatori della cura avuta dal precedente proprietario. Per questo motivo, prima di procedere all’acquisto, è importante visionare il libretto di manutenzione (o nel caso in cui si venda, prepararsi a farlo consultare).
 

Modello, marca, motorizzazione e rivenditore

Ci sono alcuni modelli che, nonostante il chilometraggio e il tempo trascorso dall’immatricolazione, mantengono un valore alto anche nell’usato. Si tratta di modelli estremamente popolari e ricercati come Fiat 500, Toyota Yaris o Volkswagen Golf.

Un altro fattore è sicuramente la motorizzazione e il cambio (manuale o automatico) dell’auto. Ad esempio, in un periodo in cui si tende a considerare le emissioni e i fattori ambientali, le vetture diesel (o comunque quelle ad alte emissioni) tendono a subire una maggiore svalutazione.

Anche il rivenditore è un elemento determinante: se si sceglie di acquistare da privato, infatti, il venditore cercherà di alzare il più possibile il valore residuo del veicolo, mentre se si acquista da una concessionaria, probabilmente questa abbasserà il valore dell’auto, soprattutto in caso di permuta. Da non dimenticare il fatto che i rivenditori autorizzati solitamente offrono un periodo di garanzia anche sulle auto usate.
 

Optional

A parità di modello, un’auto più accessoriata avrà sicuramente un valore maggiore. Climatizzatore, sensori di parcheggio, sistemi di Infotainment, GPS e prese USB, pacchetti di assistenza alla guida: tutto, se funzionante, influisce positivamente sulla valutazione del valore residuo dell’auto usata e, quindi, sul suo prezzo.
 

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